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lunedì 16 gennaio 2017

NATALE IN CASA FANTAVIR (PRIMA PUNTATA, DA NATALE A CAPODANNO)

Te piace ‘o presepio?” “Sì, però mi piacciono anche i giochi da tavolo”

Caro Max, all’inizio di queste festività natalizie ho scritto un post su Faccia Libro, nel gruppo Giochi da tavolo, in cui ho fatto un resoconto dei 4 giochi a cui ho giocato il 25 e 26 dicembre. Dopo averlo letto, mi hai fatto una simpatica ramanzina su Uozzap, dicendomi che avrei potuto scriverlo sul blog di Idee Ludiche. Allora, detto fatto: ti ho promesso che avrei fatto un resoconto di tutte le mie giocate da Natale all’Epifania, e così è stato. Ora beccati questo articoletto!
E voi, amici lettori, spero che gradirete comunque, anche se non troverete i vostri amati cinghiali (ne provo pochissimi durante l’anno, figuriamoci a Natale), ma neanche quei filler che per me filler non sono. Anzi, citerò anche qualche titolo sconosciuto, addirittura per esserini di quasi 3 anni. Scappate finché potete, ma se non vi ho spaventato, allora buona lettura!

25 dicembre
Classico pranzo di Natale abbastanza affollato, con 10 persone intorno al tavolo: Mary, la bambina di quasi 3 anni, mamma e papà, i suoi zii e i nonni. Io porto il solito bustone di giochi, e non sapendo come sarebbe andata a finire, sono accompagnato dal solito dramma: ha senso portare 20 titoli quando poi rischiamo di non farne neanche uno? Certo, perché se giochiamo in 6 o più persone, non posso non portare X e Y, ma se poi siamo in 4, conviene portare altro. E un titolo per 2? E qualche gioco per Mary?
Quando, dopo il pranzo e dopo aver fatto addormentare Mary, qualcuno comincia a smanettare troppo col cellulare, a sedersi troppo a lungo davanti al camino o a sdraiarsi sul divano, dopo un cenno d’assenso col mio braccio destro Chica tiro fuori il bustone e dico “quest’anno pensavate di svignarvela? Giochiamo?”.
Facciamo l’appello e siamo 7 giocatori: si tirano indietro lo zio Cuca e nonna Nelly, che come al solito dice “giocare mi mette ansia”.
Tiro fuori Time's up, anche se 7 non è il numero ideale per questo gioco, perché le 2 squadre sono sbilanciate. Il gruppetto coraggioso che va dai 38 ai 79 anni, complice anche la disposizione al tavolo, si divede in 2 squadre: 3 under 45 contro 4 over 45, di cui 3 alla prima partita. La partita fila liscia bene, anche se ogni tanto, un po’ sul serio un po’ per scherzo, nonna Rosy dice "ma una partita a tombola?". Momento top: come prima definizione viene detto “maestro di musica”… scade il tempo senza che nessuno abbia indovinato... e il personaggio era… Daniele Luttazzi. Nooooo, è un comico, non è Lelio Luttazzi! Cominciamo bene :) Alla fine vincono gli under 45, nonostante l’inferiorità numerica.
Per non farli impegnare troppo passiamo poi a
Raccontami una storia: io non gioco, così gli altri 6 possono provarlo. Citofona lo zio Franco, entra, gioca in coppia insieme a Chica e dice subito “ma una bella tombola, no?”; e nonna Rosy “e io è mezzora che lo sto dicendo!”. Risata generale. Nonostante qualche sbadiglio sul finire del gioco, concludiamo la partita. Il gioco non è piaciuto, ma evidentemente il target d'età non era quello giusto. Momento top: il protagonista era un maialino con le scarpette di vetro. Ridendo e scherzando, vince l’ultimo arrivato: lo zio Franco.

26 dicembre
Stiamo con due nonni, più zia Lalla e zio Cuca che sarebbero dovuti ripartire il giorno dopo.
I giochi non sono previsti, ma per placare Mary che stava iniziando a fare un po’ di capricci e lasciare liberi gli altri, tiro fuori Diamoniak. Come, non conoscete questo gioco? È un gioco di carte della Djeco a target 5+. Anche se ha quasi 3 anni, Mary riesce comunque a giocarci, purché guidata. È un po’ presto per lei, ma visto che in questo periodo le piacciono le streghe, gliel’ho preso per l’ambientazione.
Purtroppo per gli altri le chiedo “vuoi che giochi qualcun altro?” e lei risponde “tutti, tutti”. Il gioco è fino a 4 persone, ma dietro le insistenze di Mary, anche i più ritrosi si aggiungo alla partita, giocando a coppie: 73 anni di differenza tra il più grande e la più piccola. Sembra un record, ma in realtà verrà battuto qualche giorno dopo.
Il gioco ha fatto il suo dovere, soprattutto con Mary. Momento top: ad un certo punto volevamo finire la partita, così Mary sarebbe andata a dormire; lo zio Cuca aveva la possibilità di far vincere me e la zia Lalla, ma non l’ha fatto, rimandando la fine di un paio di giri.
La sera andiamo a casa di amici: sono previste 10 persone. Vado con molte speranze ludiche perché i padroni di casa hanno detto “ci vediamo per una giocata” e a me “porta i giochi”. Porto tutti giochi per minimo 6 persone. L’appuntamento era per il pomeriggio, ma avevo messo in conto che, tra una chiacchiera e l’altra, avremmo giocato dopo cena. Infatti così è stato: io e Chica arriviamo verso le 18 e… siamo i primi! :( Gli altri arrivano alla spicciolata, ma il primo vero nemico antiludico è “l’album e il video del matrimonio”: nooooooo! Ok, non fa niente, immaginavo che avremmo giocato dopo cena. Verso le 20:30 si attrezza la tavola: solo affettati, “si farà presto”… penso io. Alle 22 si rivelano chiaramente gli altri nemici antiludici: il cibo e la chiacchiera! Infatti arrivano i dolci e la tavola, che dovrebbe essere completamente LIBERA, ha ancora piatti, bicchieri, bevande e posate; inoltre, quando sta per finire un argomento di discussione, ne inizia subito un altro. Comincio già a rassegnarmi all’idea di riportare a casa il bustone dei giochi senza tirarne fuori nemmeno uno. Nel frattempo, inizio ad escogitare un piano B, ovvero a pensare all’unico gioco che avremmo potuto fare con la tavola apparecchiata: la padrona di casa, infatti, mi chiede se per giocare avremmo dovuto liberarla. Allora penso ad un gioco che non ho portato, perché non ce l’ho, e a cui ho giocato l’ultima volta almeno 6 anni fa: Lupus in tabula. Tiro fuori ben 3 giochi e metto da parte le carte di Coyote per fare i ruoli, le tessere di Dixit per la votazione e le pedine di Tsuro per indicare i fantasmi. Poi scarico le istruzioni sul telefono per vedere quali personaggi usare in 9 (più io che avrei fatto il master) e quando votano i fantasmi.
Sono quasi le 23 e mentre un paio di persone dicono di voler andare via perché si stava facendo tardi e il giorno dopo avrebbero dovuto lavorare, dico che il gioco sarebbe durato poco, una ventina di minuti. Allora restano per una partita.
Lupus in tabula è stato un azzardo, sia per i materiali arrangiati, sia perché lo avevano provato una volta solo 2 tra i presenti. La partita fila via liscia che è una bellezza: fin dal primo turno i giocatori cominciano ad accusarsi (temevo invece dei silenzi imbarazzanti), forse anche perché c’erano diverse coppie e i partner si accusavano a vicenda. La partita è sempre in bilico e finisce in 3, con un villico che deve decidere chi mandare al rogo tra l’altro villico e il lupo superstite. Vincono i lupi, ma alla fine, dopo 40 minuti di partita invece dei 20 dichiarati inizialmente, sono tutti contenti, mi fanno i complimenti, dicendomi che avrebbero voluto fare una seconda partita, e mentre ce ne andiamo mi ringraziano come se fossi il padrone di casa.

29 dicembre
Sulle ali dell’entusiasmo provo ad organizzare una serata a casa nostra per il 28 o il 29, ma a causa di vari impegni non si fa nulla. Confido nella settimana successiva e intanto mi consolo con Mary, facendo 2 partite a Cioccolato stregato e 2 al gioco Disney Princess della Ravensburger (lancia il dado e prendi uno dei 6 pezzi del tuo puzzle numerato da 1 a 6).
Cioccolato stregato è un push your luck a target 5+ e per farglielo giocare ho semplificato una regola: se peschi un ingrediente che ti manca lo prendi e passi il turno, togliendo la scelta se restare (e mettere da parte gli ingredienti pescati fino a quel momento) o continuare (rischiando che esca la strega e perda gli ingredienti pescati in quel turno). Tra il cuore di padre che vorrebbe farla vincere sempre e le teorie secondo cui i bambini devono imparare a perdere e quindi i grandi devono impegnarsi a vincere, io opto per il 50 e 50. Poi, facendo ancora giochi affidati molto alla fortuna, la legge dei grandi numeri dovrebbe darmi una mano in questo senso. Invece Mary vince entrambe le partite!
Per fortuna mi rifaccio con Disney Princess, in cui vinciamo una partita io e una nonno Nando, che nel frattempo ci era venuto a trovare. Qui battiamo il record del 26 dicembre, con 76 anni di differenza tra il più anziano e la più giovane, anzi quasi 77. Se qualcuno di voi ha fatto meglio, ce lo dica!

30 dicembre
Altre 2 partite con Mary, questo volta a Hoppe Reiter (in italiano Al galoppo cavallino): è un gioco Haba a target 3-12 e in teoria è più adatto alla sua età. Si tratta di un gioco di percorso che presenta un elemento interessante: la scelta! I giocatori, infatti, devono sì raggiungere il traguardo (la stalla) con un lancio di dado, ma prima devono avere tutto il necessario, ovvero 4 ferri di cavallo, 1 secchio d’acqua, 1 sacca e 1 carota. Il giocatore di turno lancia due dadi e sceglie uno dei 2: o avanza sul percorso (da 1 a 3 caselle, in base al valore indicato sul dado numerato) o prende un oggetto sagomato in cartone (indicato dall’altro dado) e lo inserisce nel suo puzzle. Capirete bene che, almeno all’inizio, se esce 1 conviene mettere un oggetto nel puzzle mentre se esce 3 conviene avanzare. E “ovviamente” io gioco in questo modo! Iniziamo la prima partita con Mary che applica la sua mono strategia: riempie il puzzle e si muove solo quando è obbligata (esce ad esempio un oggetto che ha già).
Parto quindi con un buon vantaggio, ma quando inizia la remuntada di Mary, io mi blocco nei pressi del traguardo, in attesa che mi esca l’oggetto mancante. Il risultato è lo stesso del giorno prima a Cioccolato stregato: vince Mary 2 partite!

31 dicembre
Voglio la rivincita a Hoppe Reiter! Non può essere che perdo 4 partite di fila, alla faccia di tutte le teorie che ho esposto sopra.
Iniziamo una partita con Mary e, nonostante la sua mono strategia, l’epilogo è il solito: vince lei. Ne facciamo un’altra e… per fortuna… dopo aver incassato un 5 a 0, questa volta vinco io!
Bene, è pomeriggio, la bimba dorme: vuoi non fare l’ultima giocata dell’anno con la tua giocatrice preferita? Dopo avergliene parlato da alcuni giorni, finalmente Chica si convince a provare, in anteprima mondiale, un mio prototipo per la grande distribuzione: un Roborally semplificato con deck building, che non si sa se, come e quando vedrà la luce. Non è il gioco che fa per lei e infatti mi ha detto “è il gioco più brutto che ho provato”, ma a me questa prima prova ha soddisfatto: il gioco fa quello che dovrebbe fare. Come premio per il sacrificio fatto, ci facciamo una partita ad uno dei suoi Top 3 quando siamo in 2, ovvero Patchwork. Finisce 34 a 10 per me: ultimamente sto vincendo io, ma a lei questo interessa poco e ci divertiamo in ogni caso ;)

La notte di Capodanno
La sera si avvicina e si presenta un’altra occasione di evangelizzazione ludica: siamo a casa di altri amici, con 5 adulti e 3 bambini (due di 3 anni e una di 7). Anche qui la padrona di casa mi dice di portare i giochi: porto i soliti light più qualche scatola per Mary e i suoi coetanei. A parte Chica e Mary, gli altri sono giocatori che non ho mai testato, quindi non so come andrà a finire.
Nel frattempo Passa la bomba ed altri miei giochi soft sono in missione insieme a mia sorella per essere giocati dai suoi amici.
Ma torniamo alla mia serata. Mentre stiamo finendo di cenare, i bambini giocano muovendosi per la sala: per evitare che Mary e gli altri facciano un triplo salto mortale carpiato cadendo dal divano, tiro fuori qualche scatoletta. Iniziamo una partita a Hoppe Reiter con tutti e 3 i bambini, ma viene abbandonata a metà da Mary e Luca. Restiamo io e Marty di 7 anni, che la finiamo e poi passiamo a provare Dobble, Tirare le orecchie e Diamoniak.
Riprendiamo la cena, chiacchieriamo e alle 23:45 siamo pronti per giocare. Cosa si può fare in 10 minuti prima che arrivi il nuovo anno? Ben 2 partite a Dobble! Proviamo 2 modalità di gioco e mettiamo da parte la sonnolenza che stava iniziando a sopraffare qualcuno di noi. Dobble viene quindi eletto Ultimo gioco del 2016!
Dopo una pausa di 40 minuti per lo spumante e qualche balletto accennato, riprendiamo le danze ludiche. Visto che Dobble ci aveva svegliati, propongo un altro gioco per svegliarci ancora di più: Tokyo train vince il premio Primo gioco del 2017! Io faccio da arbitro e gli altri 4 fanno una sfida maschi contro femmine, che viene vinta in rimonta 3 a 2 da queste ultime. Momento top: Gigi che per indicare il movimento lungo in verticale fa una sorta di bicicletta con le braccia.
E dopo un po’ di movimento conviene passare a qualcosa di tranquillo: vado sul sicuro con Dixit. Come ormai faccio da tempo e come ho scritto in un mio vecchio articolo (Qui) iniziamo a giocarci senza spiegare le regole: distribuisco le carte, faccio il narratore per il primo giro e gioco una carta, dico agli altri di giocare una carta che assomiglia il più possibile al mio titolo, poi scopro le carte giocate e dico di indovinare la mia. Una volta rivelata la mia carta spiego il punteggio. Finora non ho trovato nessun gioco che può essere giocato senza spiegare neanche una regola all’inizio: voi? Facciamo 2 volte ognuno il narratore e… c’è un pareggio tra me e Peppe, una persona che non conoscevo prima di quella sera. Vado per dare la vittoria a pari merito a entrambi, ma gli altri propongono uno spareggio. Tocca a me fare il narratore e… di nuovo pareggio! Tocca a Gigi che dice “Quo vadis”. Ed ecco il momento top: giriamo le tessere e vedo che 3 persone hanno votato la mia carta (la “persona” fatta di fogli di carta che cammina con un bastone). C’è poi la carta che ho votato io e Peppe dice “ho vinto”. Ci penso un attimo e realizzo di aver votato la sua carta, ma anche che… lui pensa che la mia carta sia quella giocata da Gigi. Quindi nessuno ha indovinato la carta di Gigi e io guadagno 3 punti in più contro 1 solo di Peppe! Finale col colpo di scena, soprattutto per il povero Peppe. A fine partita mi dicono che il gioco è piaciuto molto: ancora una volta Dixit non mi ha deluso.
Cominciano a farsi le 2 e mentre i bambini resistono ancora girovagando per la sala, noi proviamo Tsuro come ultimo gioco della serata. La prima partita piace e mi chiedono di fare il bis, con Peppe che ormai mi ha puntato e marca i miei movimenti. Anche questa volta i giocatori sono soddisfatti e mentre rimetto a posto le mie scatole e ci salutiamo, penso che in Peppe può esserci il germe dell’hardcore gamer (stava organizzando un pokerino per il giorno dopo, è un ingegnere e all’inizio ha detto “mi piacciono i giochi da tavolo”): molto probabilmente, però, il destino non me lo dirà mai.


Fantavir


(to be continued... venerdì vedremo a cosa avranno giocato dal primo dell'anno fino all'Epifania, stay tuned!)


martedì 10 gennaio 2017

KINGSPORT FESTIVAL CARD GAME: I CATTIVI SIETE VOI, PERCHE' SCEGLIERE IL MALE MINORE? :)

Alcuni silenziosi viandanti hanno già sentito il richiamo della Ricorrenza in Kingsport Festival, il gioco da tavolo pubblicato per la prima volta nel 2014. Nella caverna d'Erebo gli antichi misteri del rito di Yule ritornano in Kingsport Festival: il Gioco di Carte”.

Dall'incipit del regolamento di Kingsport Festival Card Game (KFCG da ora in poi) è chiaro il rimando al predecessore in forma di board game uscito un paio d'anni fa.
Effettivamente l'ambientazione, il concetto di gioco e soprattutto la grafica sono i medesimi del board game, titolo che ho giocato un paio di volte ma del quale purtroppo non mi sono mai innamorato.
Perché allora acquistare un gioco del tutto simile?
Perché “il richiamo di Cthulhu” è forte in me! ;)
Poi perché un card game di 45 minuti è, per me ed il mio gruppo di gioco della pausa pranzo, molto più fruibile rispetto ad un board game.
E infine perché l'artwork di KFCG mi piace molto: la scatola quadrata è compatta e facilmente trasportabile, con solo 80 carte magistralmente illustrate al suo interno (66 divinità e 14 investigatori), 11 dadi (1 d10 bianco - contaturni -, 5 d12 rosa - contatori di Sanità Mentale - e 5 d6 grigi - dadi Dominio con le icone Male, Morte e Distruzione -) ed il regolamento.
Vediamo ora nel dettaglio i componenti:
Le carte Divinità riuniscono 20 figure mitologiche che popolano i racconti di H.P. Lovecraft, rappresentate ognuna in vario numero. Queste Divinità sono suddivise in sei livelli, in quelli bassi sono presenti in copie più numerose, man mano che si sale di livello le copie di ogni divinità diminuiscono ma aumentano in “potenza” e costo di Invocazione, in maniera tale da renderle più difficili da acquisire (per la serie chi primo arriva meglio si accomoda!).
Gli Investigatori sono 14 e ad ogni partita solo uno viene messo in gioco casualmente.
Questi hanno un potere attivo (effetto di scenario) che si applica per tutto lo svolgimento della partita e possono effettuare 3 incursioni, solitamente di intensità crescente, durante le quali i cultisti devono superare il loro valore di attacco (rappresentato da un tot di icone “pistola”) per non perdere punti Sanità Mentale.
I dadi grigi Dominio hanno i 3 simboli di Male, Morte e Distruzione sulle loro facce in numero proporzionale all'importanza del simbolo nel gioco, quindi le facce con l'icona Male sono 3, quelle con Morte sono 2, mentre la Distruzione è presente solo su una faccia di ogni dado.
I dadi rosa hanno il solo scopo di tenere traccia della Sanità Mentale di ogni giocatore; si inizia con 10 punti e si può arrivare ad averne un massimo di 12. Se si finisce a zero non si muore, niente paura, ma si sarà costretti a sprecare turni per ottenere di nuovo qualche punticino, altrimenti risulterà praticamente impossibile riuscire ad attivare i poteri delle Divinità di alto livello, che richiedono generalmente dai 2 ai 3 punti Sanità Mentale per fornire i loro preziosi servigi.
Infine, l'ultimo elemento del gioco è rappresentato dal dado bianco contaturni. Alla fine del proprio turno il cultista attivo lo passa alla sua sinistra e guadagna un punto Sanità Mentale. Chi riceve il dado lo posiziona con il numero del turno da giocare sulla faccia visibile e inizia per primo il nuovo round.

Il setup si realizza distribuendo le 20 Divinità al centro del tavolo, a formare una sorta di albero avente come base la Divinità di livello I e come cima quella di livello VI; in base al numero di giocatori varia il numero di copie di ogni Divinità in gioco.
Ogni giocatore riceve un dado rosa e lo mette davanti a sé con la faccia numero 10 visibile.
Si estrae un Investigatore a caso dal mazzo e lo si mette a lato del piano di gioco.

Una partita si gioca su un massimo di 9 turni, durante i quali i giocatori, nei panni di malvagi cultisti, eseguono in sequenza tre semplici azioni, più una opzionale che si attiva durante le incursioni degli Investigatori:
1- Propagazione: il cultista di turno riceve e lancia un dado grigio Dominio, dopo di ché può giocare dalla mano una alla volta, un qualunque numero di carte Divinità, pagandone gli eventuali costi (generalmente si tratta di perdere Sanità Mentale) ed applicandone gli effetti (solitamente si guadagnano dadi con simboli prestabiliti, si tirano dadi aggiuntivi oltre al primo o si modifica il risultato di un dado già lanciato).
2- Invocazione: il cultista di turno ora può spendere i Domini accumulati per invocare una sola Divinità, prendendola in mano dal display di gioco. Le carte Divinità hanno un costo in termini di simboli Male, Morte e Distruzione da pagare per essere invocate e messe in mano, le divinità dei primi due livelli hanno costi di un solo Dominio, man mano che si sale di livello i costi aumentano, fino ad arrivare ad Azathoth, il Demone Sultano di livello VI, che richiede ben 4 simboli Distruzione per essere invocato.
3- Incursione: ogni carta investigatore indica in basso i tre turni nei quali avviene l'incursione. Se quello in corso è uno di questi turni ogni cultista, a partire dal giocatore di turno, deve affrontare l'investigatore scartando dalla mano un qualsiasi numero di carte Divinità recanti il simbolo “pistola” (sempre che ne abbia). Il risultato dell'incursione viene calcolato facendo la differenza tra la forza dell'Investigatore e quella ottenuta dal cultista giocando Divinità con i simboli “pistola”. Se la forza del cultista è maggiore di quella dell'Investigatore guadagna la differenza in punti Sanità Mentale, se è pari non succede nulla, se è minore perde Sanità Mentale.
4-: Fine turno: il cultista riprende in mano tutte le carte da lui giocate e passa il turno.
Alla fine del nono turno oppure alla fine del turno in cui un cultista riesce ad invocare la Divinità di VI livello Azathoth, la partita termina e si conteggiano i punti Culto sommando quelli di ogni divinità che si possiede. Chi ha il totale maggiore è il vincitore, eventuali spareggi si risolvono confrontando chi ha risparmiato più Sanità Mentale. Se la parità persiste si confronta il maggior numero di Divinità invocate per livello (chi possiede quelle di livello più alto è il vincitore).

Le regole sono poche, chiare e molto semplici. Il regolamento lascia pochi dubbi su come giocare KFCG, oltre agli esempi chiarificatori ha anche una sezione finale con alcune utili FAQ che permettono di capire ogni aspetto del gioco.
Il consiglio è di giocare questo titolo in maniera bilanciata, dadi permettendo ovviamente. Bisognerebbe prestare attenzione a non sprecare troppa Sanità Mentale, perché per recuperarla si resta inevitabilmente indietro e, visto che ci sono solo nove turni, sprecarne anche solo uno potrebbe risultare deleterio per la vittoria finale.
Ciò che determina la perdita di Sanità Mentale sono le richieste delle Divinità di alto livello, imprescindibili per vincere la partita, e gli Investigatori che effettuano incursioni con forza crescente che può andare da 1 a 5 “pistole”; visto che le Divinità forniscono al massimo 1 “pistola” ciascuna (e nemmeno tutte, solo 10 su 20!), per affrontare un'incursione di livello 5 senza subire danni bisogna tenere in mano almeno 5 carte e giocarle nella fase 3, il che significa non progredire nell'invocazione delle Divinità per quel turno.
Personalmente me la gioco sulla prima incursione e cerco di contenere, se possibile, la seconda. La terza, che avviene tra il settimo ed il nono turno, non la prendo in considerazione, anche perché i turni finali sono quelli nei quali si punta ad invocare le Divinità che possano fornire abbondanti punti Culto.
Insomma, come avrete capito questo gioco ha la coperta corta, in più metteteci un minimo di aleatorietà data dal lancio del dado (davvero minima ma c'è) ed è chiaro che vincere non è per nulla facile.
In definitiva KFCG è un buon titolo che, se giocato con continuità dallo stesso gruppo, gira che è un piacere e sta nel tempo indicato sulla confezione.
Se giocato per la prima volta invece potrebbe prestare il fianco alla paralisi d'analisi, poiché all'aumentare dei turni di gioco aumentano anche le carte che si hanno in mano, e decidere quali giocare e in che ordine diventa sempre più difficoltoso.

Personalmente il mio giudizio è positivo, ma prima di concludere vorrei condividere con voi un paio di curiosità che ho covato dopo aver provato il gioco.
Per chiarire i miei dubbi ho contattato direttamente l'Autore, Gianluca Santopietro, che con squisita disponibilità non ha esitato a rispondermi.
La prima questione verte sul numero di giocatori: in sostanza l'idea che mi sono fatto di KFCG, dalle partite giocate in tre giocatori, è che questo titolo sia un buon "solitario di gruppo" (poca interazione diretta) il che non mi dispiace affatto, ma mi è venuto spontaneo chiedermi come mai non sia stata prevista una modalità per il gioco in solitario o quanto meno per 2 giocatori.
Sviluppandolo per 3/5 giocatori la sensazione è che in 4 o 5 giocatori ci siano tempi morti importanti.
La seconda è una vera e propria curiosità: a chi ha giocato con me, questo gioco ha ricordato To Court the King di Lehmann: Gianluca, ti sei per caso ispirato a quel titolo per realizzare il tuo?

Salve Max, è mia convinzione, e del team di sviluppo con il quale ho lavorato per questo progetto, che il numero di giocatori sia parte integrante di questo gioco, perché la "gara" a prevalere, aumenta di "intensità" parallelamente al numero dei partecipanti. Credo che con 2 giocatori l'aleatorietà del dado rimanga l'unica vera sfida del gioco, impoverendolo al punto di essere un "duello" con i dadi per il miglior risultato.

Riguardo alla seconda domanda, la risposta è sì. Quel gioco mi è piaciuto tantissimo e ho tentato più di una volta di fare la mia "interpretazione", ma sempre con ambientazioni non percorribili. Quando ho proposto di riutilizzare le "risorse" del gioco da tavolo, con le opportune modifiche sono riuscito a fare accettare il progetto. Mi auguro di essere riuscito a dare una personalità propria e riconoscibile al mio gioco.
Spero di aver risposto in modo esaustivo alle tue domande :)

Assolutamente sì Gianluca, grazie ancora per la disponibilità e complimenti per l'ottimo prodotto che tu ed il tuo team avete realizzato.

E un grazie lo meritate anche a voi che avete letto fin qui! ;)
Un saluto,


Max_T



Kingsport Festival: il Gioco di Carte
un gioco di: Gianluca Santopietro
per: 3/5 giocatori, 45 minuti, 13+
prodotto da: Sir Chester Cobblepot
pubblicato e distribuito da: Giochi Uniti


venerdì 6 gennaio 2017

IMAGINE - L'UNICO LIMITE E' LA VOSTRA CREATIVITA'! -

A Natale si sa, arrivano tanti regali e spesso (almeno nel mio caso) molti di questi sono auto-regalati.
Ovviamente i miei auto-regali sono nella quasi totalità giochi da tavolo.
Quest'anno ho iniziato presto a pensare al mio Natale con La Festa per Odino, autoregalatomi all'incirca a fine novembre, successivamente, più o meno due settimane dopo, mi sono autoregalato una dice tower e per finire, il 27 dicembre, ecco partito l'ordine di fine anno con Imagine e Kingsport Festival the Card Game.
Ora che siamo ai primi di gennaio ho già la wishlist 2017 bella e pronta.
Chissà quanto sarò in grado di resistere prima di schiacciare il tasto “invio” per il prossimo ordine?!

Ma non divaghiamo oltre.

Oggi vi racconto un po' quanto è divertente giocare una partita ad Imagine.
Questo titolo di Shintaro Ono, Shingo Fujita, Motoyuki Ohki, Hiromi Oikawa e Shotaro Nakashima del 2015 è un ottimo party game che si propone di mettere alla prova la vostra immaginazione.
Per fare un paragone che renda l'idea: se vi è piaciuto Concept, Imagine lo adorerete.
Più compatto e portatile di Concept, è realizzato solo con un mazzo di 60 carte trasparenti con illustrazioni schematiche e semplici, che bisognerà utilizzare per comporre e mimare la soluzione ad uno degli otto enigmi che si trovano sulla carta “Enigma”, estratta a caso da un mazzo di 65 carte fronte retro (per un totale di oltre 1000 enigmi possibili).
Se chi piazza le carte trasparenti riesce a far indovinare l'enigma guadagna un gettone del valore di 1 punto e così pure chi indovina.
Il gioco termina quando tutti i giocatori hanno tentato di far indovinare gli enigmi 2 volte; chi ha più punti è il vincitore :)
Il gioco gira bene con qualsiasi numero di giocatori (sulla confezione c'è un 3/8, ma se si gioca a squadre si può arrivare anche a qualche giocatore in più), ed è il classico titolo che una volta apparecchiato risulta irresistibile anche a chi passa nei pressi del tavolo.
In pochi riescono a resistere alla curiosità di capire cosa il giocatore di turno stia cercando di far indovinare. Dal capannello di gente che si forma si sentono bisbigliare commenti come: “psss, hey, ma qual'è l'indizio?” oppure: “beh, ma io metterei quella carta per farlo indovinare...” o ancora siparietti tipo: “per me è Batman”, “ma no, ma no, è sicuramente Superman!”, mentre chi gioca urla e si scervella per interpretare le indicazioni del giocatore di turno.
Come dicevo prima, le carte “Enigma” riportano 8 indizi corrispondenti ad altrettanti enigmi da indovinare; un giocatore a caso dice un numero da 1 a 8 e chi è di turno, dopo aver pescato una carta dal mazzo, può scegliere, se lo desidera, di inscenare l'enigma corrispondente a quel numero oppure quello immediatamente superiore o inferiore al numero scelto (in caso di numero 1 si può scegliere tra il 2 e l'8, al posto dell'8 invece il 7 o l'1).
Le carte di plastica trasparenti che vengono sparpagliate a cerchio intorno all'area di gioco, riportano invece 60 diversi simboli sulla loro superficie e possono essere avvicinate, sovrapposte, semi-coperte con le dita e, soprattutto, animate, l'importante è che chi deve far indovinare l'enigma non parli né mimi con le mani alcun ché.
Come avrete capito le regole sono davvero semplici ed intuitive ed una partita tira l'altra.
Inutile dire che in questo gioco i punti sono assolutamente superflui, quello che interessa ai giocatori è il divertimento di piazzare le carte più adatte e calzanti a far indovinare l'enigma in questione.
Cercare di indovinare è bello e divertente, ma vedrete che in un attimo vi ritroverete ad aspettare con ansia che arrivi il vostro turno per cimentarvi con le carte trasparenti.

Materiali curati e robusti, carte plastificate impermeabili ed indistruttibili, regolamento super semplice e chiarissimo, altissima rigiocabilità grazie alle mille e più opzioni date dalle carte "Enigma", insomma, Imagine è un azzeccatissimo party game, coinvolgente ed interattivo ad alti livelli, un titolo che fa la sua bella figura sia con giocatori scafati che con casual gamers. 


Unica pecca il fatto che bisogna giocarlo su di una superficie chiara, così ad esempio nei locali della nostra ludoteca, che hanno tavoloni di legno scuro, mi sono munito di una tovaglietta bianca su cui disporre le carte trasparenti (sarebbero perfette anche un paio di tovagliette americane da affiancare, che essendo realizzate in plastica flessibile si adatterebbero benissimo allo scopo). Una soluzione attuabile da chiunque che, come si dice, permette di ottenere il massimo risultato col minimo sforzo, rendendo Imagine giocabile praticamente ovunque ;) 


Max_T







IMAGINE
un gioco di: Shintaro Ono, Shingo Fujita, Motoyuki Ohki, Hiromi Oikawa e Shotaro Nakashima
per: 3/8 giocatori, 30 minuti
edito in Italia da: Oliphante

martedì 20 dicembre 2016

ECCO A COSA VI FAREI GIOCARE SE PASSASTE LE FESTE CON ME


No no no, niente consigli sui 10 migliori regali per Natale o sui 50 titoli da far giocare a Capodanno.
Niente classifiche, in questo periodo ce ne sono già fin troppe in giro per internet.
Ecco semplicemente qualche gioco che vi farei giocare volentieri se passaste le feste di Natale con me.
Ultimamente, al contrario di voi fortunati lettori appassionati di giochi, non mi capita spesso di giocare tra Natale e Capodanno... ma nonostante ciò mi piace farmi sempre trovare pronto per qualsiasi evenienza, fantasticando su quanto sarebbe bello giocare a questo o quel gioco dopo i vari pranzi e cene che si susseguono copiosi in questi quindici giorni di follie culinarie.
Ovviamente le mie scelte cadono su titoli accessibili a tutti, i cinghiali a Natale, a meno di ritrovarsi con amici gamers, sono banditi.
Ed eccomi dunque qui a presentarvi i consigli ludici dello chef Max_T per trascorrere le feste in allegria, giusto un paio di titoli per le varie situazioni in cui potremmo trovarci:

Se fossimo in 4 o meno a voler giocare?

  1. Imhotep
    Beh, innanzitutto vi farei provare molto volentieri IMHOTEP, ultimamente ne sto parlando molto bene (QUI la recensione), e mi andrebbe proprio di proporlo ai miei compagni di serata. Gioco immediato da spiegare e da padroneggiare, con materiali accattivanti ed un tema di fondo (Antico Egitto) che piace sempre. Un astratto vestito con panni faraonici nel quale ci ritroviamo a dover costruire piramidi, templi ed obelischi spostando barche piene di cubettoni di legno; per 2/4 giocatori, durata di circa 30 minuti.
  2. SAMURAI di Knizia. Un gioco storico dell'Autore tedesco ambientato nel Giappone feudale, che per eleganza e semplicità non sfigura mai e, grazie alla mappa componibile, può essere giocato bene in qualsiasi numero di giocatori. La brillante meccanica di presa dei pezzi e le particolari condizioni di vittoria lo rendono unico e stuzzicano la curiosità di chi non lo conosce. A combattere per la supremazia religiosa, militare o agricola si possono confrontare da 2 a 4 giocatori, per una durata che va dai 30 ai 50 minuti. (QUI due parole sul “perchè mi piace”).



E se fossimo tra i 3 ed i 5 giocatori?

  1. Jewels
    La mia prima scelta sarebbe JEWELS, un card game nel quale vestiamo i panni di mercanti che viaggiano di città in città, con lo scopo di acquistare oro e pietre preziose per forgiare gioielli da rivendere al miglior offerente. Come avevo già avuto modo di dire QUI, questo è un gioco molto piacevole con regole semplici ed un buon livello di interazione tra i giocatori. Dalla sua ha anche il fantastico tappetino di gioco, bello e soprattutto utile per dare ordine all'area di gioco. Per 2/5 giocatori, 30 minuti.
  2. TZULAN QUEST, un divertente party game che ci trasforma in avventurieri che cercano di recuperare il celeberrimo Idolo Dorato, riempiendo i percorsi degli avversari con manciate di trappole e mostri che ne rallentano la corsa. Un gioco in cui le cattiverie sono sempre dietro l'angolo. Per 2/5 giocatori caciaroni, durata media trai 30 e i 45 minuti. (QUI la recensione completa).



Se invece fossimo tra i 4 e gli 8 giocatori?

  1. Heimlich & Co
    Ah, sicuramente proporrei HEIMLICH & CO, da quando l'ho scoperto è diventato un must per le serate con chi si affaccia per la prima volta all'universo Board Game. Un geniale gioco di ruoli nascosti (siamo spie che agiscono nel periodo della Guerra Fredda) nel quale tutti possono muovere tutte le pedine in gioco grazie ad un semplice tiro di dado. Vince chi alla fine riesce a dissimulare meglio le proprie mosse. Per 3/7 giocatori, 30/45 minuti. (QUI la recensione).
  2. BRICK PARTY, un frizzante party game a coppie variabili che utilizza irresistibili mattoncini simil-Lego come componenti di gioco. In Brick Party un “architetto” cerca di spiegare al proprio “muratore” come realizzare l'opera che ha disegnata in silhouette sulla sua carta, il tutto facendo attenzione a rispettare le regole di comunicazione in vigore per il round (costruire senza utilizzare i pollici, ad occhi chiusi, a dita incrociate...).
    Per 2/9 giocatori, 20/30 minuti di durata. (QUI trovate il “perchè mi piace”).



Ma se proprio la serata andasse alla grande e ci permettesse di superare i 10 partecipanti?

  1. Concept
    CONCEPT è sicuramente il gioco ideale per raccogliere attorno al tavolo le diverse tipologie di giocatori. A differenza degli altri titoli che vi proporrei questo non lo posseggo, dovrei quindi sperare di giocarci con qualcuno che già lo ha in casa, cosa che non mi stupirebbe perchè è probabilmente il “gioco moderno” più facilmente reperibile nelle famiglie, tant'è che lo si poteva ricevere tempo fa anche con i punti spesa di una nota catena di supermercati, e già questo è indice di quanto possa essere apprezzabile anche da non-gamers. Su un tabellone zeppo di icone dei più svariati generi, il giocatore di turno piazza segnalini per far indovinare alla sua squadra la parola (o la frase) riportata sulla sua carta. In base all'ordine nel quale sistema i segnalini, i compagni traggono indizi per ricostruire la parola da indovinare. Un gioco irresistibile per 4/12 giocatori della durata di 30/40 minuti, nel quale non importa chi vince, bensì il divertimento che ne scaturisce! (QUI il link a BGG).
  2. E mi andrebbe tanto di rigiocare al buon vecchio HYSTERICOACH, un caotico party game a tema calcistico che può arrivare a far divertire addirittura 15 persone. Ci si divide in due squadre, un allenatore per parte chiama i nomi improbabili dei propri giocatori per attuare lo schema di gioco rappresentato sulla carta che ha in mano. La prima squadra che riesce a completare lo schema può tirare in porta e tentare di segnare. Un gioco che mette a dura prova le corde vocali dei giocatori. Divertimento garantito per 4/15 giocatori, durata variabile (o settabile) dai 30 ai 60 minuti. (QUI il “perchè mi piace”).

Questo è quanto, il mio menù è completo.
Come sempre si potrebbe obiettare che di giochi adatti a trascorrere in serenità le feste ce ne sarebbero altri millemila ma, come ripeto, questi sono semplicemente i titoli che quest'anno mi piacerebbe proporre nel caso avessi l'occasione di giocare con amici gamers e non.
Non so se ci giocherò, ma se succedesse sarebbe decisamente un gran bel regalo di Natale!

Bune feste a tutti e buon divertimento in famiglia, indipendentemente da cosa decidiate di giocare!



Max_T :)